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Accendete i motori! Iniziamo a coltivare sul balcone

06-05-2016 - Coltivazione outdoor

Preparare l’area di coltura e la germinazione sono le prime fasi del percorso che porterà al tanto agognato raccolto e stoccaggio di ricche e sane cime. 

Il momento con maggiori aspettative è senza dubbio l’inizio di una coltivazione. Le attese sono al massimo ed è qui che dobbiamo fare del nostro meglio per tenere tutto in ordine. Per chi coltiva per la prima volta è il primo contatto con la pianta, in veste di coltivatore. Questo è anche il momento in cui la pianta è più debole ed è importante impegnarsi e tenere presente che in questa fase la luce, la temperatura, l’umidità e la ventilazione del substrato sono fondamentali per farla sopravvivere.

Il primo passo è quello d’igienizzare accuratamene il balcone ed eliminare i resti della coltivazione precedente, pulire bene con candeggina e acqua, il terreno e i vasi. Se pulite e mettete via i vasi quando terminate una coltura, aumenterete la loro vita utile e potrete spendere i soldi risparmiati sui vasi in altri beni per la coltura. Con una spazzola, un detergente e dell’acqua togliete i resti di terreno, risciacquate, mettete il tutto in acqua con candeggina alcune ore e risciacquate bene alla fine.

Alla fine di marzo e all’inizio di aprile, le giornate sono adatte per far germinare i semi, perché aumenta la temperatura di notte e le ore di luce aumentano. A maggio siamo già in fotoperiodo di crescita per la maggior parte degli ibridi.

Ricordate che se coltivate per la prima volta, sarà meglio utilizzare semi economici e piante forti e resistenti, come varietà di genetica Skunk, piuttosto che varietà più care e difficili da coltivare, con fioritura più lunga e meno resistenti, come per esempio le genetiche Haze. Se facciamo in modo che una varietà facile da coltivare esprima tutto il suo potenziale, fumarla sarà più soddisfacente, anziché utilizzare una varietà più cara e difficile da coltivare, a cui non saremmo in grado di dare tutta la nostra attenzione, di cui non riconosceremmo le necessità o che non raccoglieremmo al momento giusto. Una volta acquisita un po’ di esperienza e dopo aver portato a termine delle coltivazioni, provate varietà più difficili, ma è sempre molto utile all’inizio fare pratica con piante facili.

Durante la germinazione, il seme attraversa un processo che lo fa uscire dallo stadio di latenza e lo trasforma in pianticella. Per farlo è necessario analizzare una serie di fattori, come la maturità e il suo stato di conservazione. Se un seme viene raccolto prima del dovuto o se lo si mette a germinare senza lasciarlo riposare a freddo per un po’, oppure se è stato immagazzinato in condizioni inadeguate, sarà più probabile avere problemi durante la germinazione, poiché i semi hanno bisogno di un periodo di latenza durante il quale, nelle banche di semi, vengono conservati in frigorifero prima di essere venduti. Vanno considerati anche fattori esterni, come umidità, temperatura e ossigeno.

Per germinare i semi è necessaria una temperatura di circa 21-24 gradi, un ambiente umido e ossigenato. Questo significa che un substrato troppo intriso di acqua avrà problemi per la germinazione, perché sebbene avrà umidità a sufficienza, mancherà ossigeno. Analogamente, un substrato ossigenato che secca può compromettere il processo. È importante ottenere l’equilibrio di umidità e ossigeno. Un eccesso d’acqua provoca mancanza di ossigeno, il che fa marcire i semi o quanto meno ritarda la loro germinazione fino a che non evapora una parte dell’acqua e raggiunge l’equilibrio con l’ossigeno.

Un buon modo per ottenere la germinazione, consigliato dalle banche di semi, è quello di far germinare i semi in carta assorbente. Potete utilizzare l’acqua del rubinetto, piovana oppure osmotizzata e ricostituita con un po’ di acqua del rubinetto o con calcio e magnesio. Questo metodo consiste nel mettere i semi fra una decina di fogli di carta assorbente piegati, inumiditi con poco più di un bicchierino di acqua, 50 ml e nel conservare il tutto fra due piatti, perché si mantenga l’umidità. Dopo 36 ore apriamo e osserviamo se compaiono le radici e se si mantiene l’umidità. Un buon luogo per tenere i piatti con i semi in germinazione è sul frigorifero, nello spazio fra il frigorifero e il soffitto o la dispensa. Grazie al motore del frigorifero, questo spazio è un po’ più caldo del resto della casa e di solito la temperatura è stabile a 22 gradi.

La germinazione si può effettuare anche direttamente nel terreno. Per questo vanno posizionati i semi nel vaso con del substrato precedentemente inumidito e bisogna coprire il tutto con 3 millimetri di terra.

Il problema di questo metodo è ottenere una temperatura stabile e mantenere un buon rapporto umidità-ossigeno. Se il vaso è outdoor, avremo bisogno di giorni e notti calde e bisognerà fare molta attenzione perché non si asciughi il substrato, ecco perché dovremo nebulizzare acqua ogni tanto. Un altro inconveniente è la pioggia, che potrebbe far sprofondare i semi nel vaso. Un altro problema di questo metodo è che non sapremo se il seme non porta a termine la germinazione fino a molti giorni dopo. Come si può notare, richiede più sforzi e comporta più problemi, mentre con il metodo dei piatti possiamo controllare la temperatura e abbiamo maggiore stabilità nell’umidità del substrato. Inoltre, se i semi non germinano, potremo metterne degli altri più velocemente. Conviene conservare i sacchetti dei semi fino a dopo la germinazione, per poter individuare la banca di semi, all’occorrenza.

Se facciamo germinare semi di varietà diverse, è molto importante distinguere adeguatamente le genetiche per individuarle al momento di travasare. La germinazione può durare fra 24 ore e 7 giorni o anche di più a seconda della varietà, dell’origine e dello stato di conservazione dei semi. Una volta germinato, vedremo una protuberanza bianca uscire dal seme, ossia la radichetta. Mentre aspettiamo che il seme germini fra i fogli di carta assorbente e i piatti, è consigliabile preparare il vaso.

Se il seme è di una pianta automatica, andranno usate fioriere grandi all’inizio, mentre se la varietà dipende dal fotoperiodo, si dovranno utilizzare vasi piccoli, per poi trapiantare man mano che le radici crescono nel substrato. Questo è dovuto al fatto che le piante autofiorenti o automatiche hanno un ciclo di vita breve ed è molto importante non provocare stress per avere una produzione maggiore. Le piante dipendenti dal fotoperiodo, invece, hanno un ciclo lungo e in questo caso è più importante usare nuova terra concimata, poiché il travaso potrebbe provocare stress.

Irrigate bene prima di mettere la pianticella nel terreno, il substrato deve rimanere umido ma non troppo bagnato, in modo tale che la radice abbia ossigeno. Se sono autofiorenti, utilizzate vasi da più di 25 litri. Se dipendono dal fotoperiodo, usate vasi da mezzo litro o da un quarto di litro e un substrato spugnoso e areato è ideale per questa fase. Riportate ogni vaso con la varietà che avete piantato. Fate un forellino con il mignolo, prendete la parte germinata dalla copertura del seme fra il pollice e l’indice e piantatela con la radichetta verso il basso. Copritelo con alcuni millimetri di terra. Se sono autofiorenti, poiché i vasi saranno grandi, per i primi giorni mettetele in un luogo con molta luce, ma che non riceva luce diretta del sole e fate attenzione agli uccelli.

Se sono piante dipendenti dal fotoperiodo, utilizzate vasi piccoli e fate attenzione a non fare seccare il substrato, poiché il seme potrebbe disidratarsi. Le piccole serre in plastica che si vendono nei centri di giardinaggio sono molto utili, poiché mantengono l’umidità.

Dopo pochi giorni vedrete che spunterà il seme e una parte bianca che sarà il futuro gambo. In pochi giorni cadrà la copertura del seme e la pianticella aprirà i suoi cotiledoni, le false foglioline che compaiono sulla pianticella, che apportano gli alimenti nella prima fase e si distinguono dalle foglie reali, in quanto arrotondati e più spessi e per il fatto che sono già presenti sul seme. Sulla parte superiore del gambo, fra i due cotiledoni, si vede in modo infinitesimale la prima coppia di foglie vere, che saranno facilmente individuabili per il profilo seghettato. Una volta comparsa la prima coppia di foglie vere ben sviluppate, potete mettere la pianta al sole, ma fate attenzione a quale vaso utilizzate, perché i vasi neri e marroni al sole possono aumentare di molto la temperatura e scaldare le radici, provocando dapprima stress e poi danni, per cui, se non avete vasi piccoli bianchi, potete mettere i vasi di colore scuro all’ombra inserendoli in un vaso bianco un po’ più grande, o collocando diversi vasi piccoli all’interno di un vaso bianco grande.

In questa fase è molto importante fare attenzione alla pulizia, bisogna eliminare i resti delle coltivazioni precedenti, pulire bene i vasi e le mani quando si manipolano i semi. È pericolosa l’alternaria, un fungo che attacca le piante, soprattutto quando sono pianticelle. La si nota sul gambo, perché lo strangola finché la pianticella si piega e muore.

L’altro problema è costituito dagli uccelli. L’amido e gli zuccheri dei cotiledoni sono un richiamo irresistibile. Il problema non si pone quando la pianta ha una o due coppie di foglie ben sviluppate, bensì appena germinata. Bisogna fare quindi attenzione e una buona soluzione è quella di mettere i vasi in una serra in plastica, che si può acquistare in un centro di giardinaggio. Utilizzate reti protettive per allontanare gli uccelli, fare ombra o zanzariere. Potete anche usare vari vasi piccoli da un quarto di litro, in un vaso molto grande e incrociarvi sopra alcuni listelli di legno per evitare che si avvicinino gli uccelli o appendere alcuni CD fra le piante per la fase in cui formano la seconda coppia di foglie.

Se vi avanzano dei semi, conservateli nelle confezioni originali, in un contenitore ermetico in plastica in frigorifero: è il miglior modo per conservarli per la stagione seguente. Se la temperatura non è ancora quella adatta o se cambiano le condizioni meteorologiche, fate attenzione perché a meno di 5 gradi, la pianticella sarà sottoposta a stress e smetterà di crescere. Se è previsto un calo delle temperature, tenetele in casa, di fianco alla finestra, finché non migliorano le condizioni.

Se avete piantato i semi direttamente nel terreno o se avete messo le pianticelle in una serra sul balcone, fate attenzione ai giorni di pioggia, perché troppe precipitazioni, in poco tempo, possono far sprofondare i semi, se piantati nel terreno, e questo li farà germinare sul fondo del vaso, ci metteranno più tempo a fare la loro comparsa e si correrà anche il rischio che non ce la facciano ad arrivare in superficie. Lo stesso vale se avete messo la serra sul balcone e se piove molto: fate attenzione perché può sprofondare la serra, i vasi possono inondarsi e questo può comportare problemi di ossigeno per le radici, che saranno stressate e smetteranno di crescere.

Il terreno commerciale di buona qualità venduto nei centri di giardinaggio è già concimato. I produttori riportano se è concimato poco o molto e se il concime è minerale, biologico, ecc. Le pianticelle hanno bisogno di pochissimo concime, poiché nei cotiledoni sono immagazzinati alimenti, per cui non è necessario concimare il substrato fino a dopo qualche settimana dopo che si sono piantati i semi germinati. Dovendo fare travasi successivamente, in questa fase non bisognerà concimare, ma è utile aggiungere uno stimolatore di crescita radicolare in ogni travaso, affinché le radici si sviluppino in modo sano e aggiungere micorrize, che favoriscono crescita e resistenza.

Con questi consigli potete già cominciare la vostra avventura di coltivazione sul balcone e avere così la vostra erba da fumare quando volete, senza ricorrere al mercato nero e con la tranquillità di coltivare in legalità, nel rispetto dell’ambiente e in modo sano.

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