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ALL YOU NEED TO KNOW ABOUT THE GRASS

Tetranychus urticae alias il ragnetto rosso

31-03-2016 -
Una guida completa per contrastare uno dei peggiori nemici del nostro coltivo 

È il nemico numero uno di tutti i coltivatori di cannabis, temuto anche dai più esperti, capace di mandare in fumo interi coltivi, nel vero senso della parola, dalle dimensioni microscopiche ma con una micidiale capacità distruttiva: sto parlando del ragno rosso. Comunemente conosciuto con il nome di ragnetto rosso, la sua nomenclatura è Tetranychus urticae, un acaro appartenente alla classe degli Aracnidi; le dimensioni approssimate sono di 0,14mm di lunghezza per le uova e una media di 0,5mm per gli adulti, hanno 8 zampe e il colore rosso non è imprescindibile, può variare dal giallo fino al verde, o scuro come il marrone, dipende dalla pianta da cui si alimenta. Le uova invece sono traslucide. È un acaro fitofago più precisamente del sottoinsieme dei polifagi, cioè di organismi che si nutrono di un numero indefinito di piante causandone danni unilaterali.

Il ciclo di vita del ragnetto rosso, varia a seconda dell'ambiente in cui si sviluppa: un clima caldo e secco è favorevole al suo sviluppo, di fatti preferisce un'alta temperatura e umidità relativa bassa sebbene anche l'età e la varietà coltivata incidano sulla sua diffusione. Il passaggio da uova ad adulto può tardare approssimativamente quattro settimane a 15°C, due settimane a 20°C e una settimana a 30°C. Un alto tasso di umidità ostacola la schiusa delle uova. Per fecondare le femmine è sufficiente un solo accoppiamento. In media le femmine adulte depongono circa 100 uova nell'arco del loro ciclo vitale, pressapoco 10-15 al giorno. Le uova impiegano da tre a quindici giorni per schiudersi; le larve appena nate si presentano con tre paia di zampe al posto delle consuete quattro nello stadio adulto. Infatti le nuove larve attraversano tre fasi prima di svilupparsi completamente: protoninfa, deutoninfa e stadio adulto. Risultano molto sensibili alle forti escursioni termiche e d'altra parte un tasso di umidità superiore al 60% rallenta il loro sviluppo. Durante la trasformazione rimangono ancorati e immobili al nido. Generalmente si insediano sulla pagina inferiore della foglia ed hanno la tendenza di organizzarsi in colonie. Come ogni ragno, anche il nostro inviso ragnetto rosso ha la capacità di tessere ragnatele, cioè dei fili di seta che secernono in maniera articolata e per diverse ragioni come la caccia di potenziali prede e allo stesso tempo come meccanismo difensivo da eventuali predatori, ma anche come nido oppure per spostarsi da un punto ad un altro.
 
Questa specie di acaro è diffuso in buona parte del mediterraneo, soprattutto nelle zone più calde come la fascia costiera spagnola o il sud d'Italia. Nei periodi invernali, le femmine adulte sopravvivono nel suolo o nella corteccia degli alberi; in primavera riprendono l'attività, migrano su nuove foglie, depositano le uova portando avanti una vera e propria opera di colonizzazione. In indoor, l'intero processo si mette in moto anche con anticipo.
 
Per determinare se una pianta è infestata dagli acari, dobbiamo osservare attentamente il fogliame.
Sulla pagina superiore della foglia appariranno dei puntini di colore giallo quasi trasparente che sono i segni evidenti della presenza del ragnetto; di solito questa depigmentazione si presenta intorno alla nervatura principale della foglia. Gli acari si insediano nella pagina inferiore e penetrano il tessuto fogliare per succhiare la linfa vitale. Ogni acaro distrugge circa 20 cellule al minuto. Ciò comporta la riduzione della superficie fogliare e quindi una conseguente diminuzione del processo di fotosintesi. I danni causati da ogni singolo acaro possono essere considerati come delle microlesioni, di poca importanza, se non fosse che durante un'infestazione sono migliaia gli individui che attaccano una pianta. Se la popolazione è molto densa, il tessuto fogliare verrà danneggiato irreversibilmente, gli stomi vengono ostruiti compromettendo la traspirazione fogliare, i piccoli puntini decolorati sulle foglie si uniranno conferendole un aspetto giallino semi-trasparente; le foglie ingiallite completamente, marciscono e infine cadono. In condizioni favorevoli impiegano poco tempo a colonizzare l'intera pianta portandola rapidamente al collasso totale.
 
Vediamo i metodi di lotta e controllo di questo fastidiosissimo ragnetto rosso. Dividiamo i metodi di controllo in tre categorie: insetticida/acaricida naturali, dove per naturali si intende tutti quei prodotti di origine naturale o biologica, tra questi includiamo anche i preparati fai da te; acaricida di sintesi; lotta biologica integrata.Innanzitutto sappiate che non è facile debellare un infestazione da ragnetto, inoltre sviluppano presto una certa resistenza ai principi attivi degli acaricidi utilizzati, perciò dovremo integrare varie delle seguenti soluzioni.
 
Tra gli acaricidi naturali, un ottimo prodotto è l'olio di neem, estratto a partire dai semi dell'albero di neem o più precisamente Azadirachta indica. Non risulta tossico per gli esseri umani perciò può essere utilizzato fino a qualche giorno prima di raccogliere, ma lo sconsiglio perché sembra conferire un sapore sgradevole al prodotto finale. Via fogliare attua per contatto e permane fino ad un mese.
Il piretro è il migliore insetticida naturale, estratto dai fiori di Chrysanthemum coccineum e Chrysanthemum cinerariaefolium appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. È un insetticida ad ampio spettro, attua per contatto e non risulta essere pregiudiziale per gli esseri umani. Va applicato via fogliare a intervalli di cinque giorni tra un'applicazione e l'altra.
 
L'estratto di cannella procedente dall'albero di Cinnamomum zeylanicum originario dello Sri-Lanka, è un fitofortificante che stimola il sistema di difesa della pianta; efficace nel controllo degli acari in generale, va somministrato via fogliare, fino a quindici giorni prima della raccolta.
Spidermite Control è un prodotto 100% organico, molto efficace contro il ragno rosso e altri tipi di plaghe. Utilizza una modalità fisica di azione, dopo aver polverizzato la pianta, si crea una sottile pellicola sulla foglia che non permette agli acari di respirare, soffocandoli letteralmente.
L'estratto di ortica è il rimedio più naturale e da me preferito. Non è altro che un macerato a partire dall'ortica, la pianta infestante che tutti conoscono per il prurito che procura al solo sfiorarla. Ha effetto immunostimolante e risulta molto efficace come acaricida non selettivo.
 
Fino all'avvento dell'industria chimica il sapone di potassio o sapone molle era il prodotto più diffuso in agricoltura; è un insetticida e anticrittogamico, agisce per contatto ma ha un effetto molto blando, persiste poche ore dopo il trattamento, perciò è consigliabile ripetere la sua applicazione ogni 4 o 5 giorni. Risulta abbastanza sicuro per gli esseri umani, ma con alcune piante può essere fitotossico. Funge da agente adesivo se miscelato ad altri preparati da polverizzare.
 
Plant Vitality Plus di B.A.C. sembra un prodotto molto interessante, contenente alcuni microrganismi che risultano nocivi per il ragnetto rosso, è molto efficace e si può utilizzare fino a qualche giorno prima di raccogliere.
 
Esistono alcuni rimedi detti fai da te, che possiamo comodamente preparare in casa, il più delle volte hanno azione preventiva, come ad esempio una soluzione di aglio, tabacco e peperoncino, macerati in acqua per 24h. Prendiamo tre spicchi d'aglio, un pacchetto di sigarette e un paio di peperoncini, tritiamo finemente i tre ingredienti in 1 litro d'acqua e lasciamo macerare la soluzione per 24 ore. Con un colino filtriamo il preparato, separando in questo modo la materia prima dalla soluzione acquosa, quest'ultima è il prodotto finale. Utilizzate delle protezioni quando applicate questo spray casalingo, la nicotina contenuta nel preparato, ad alte concentrazioni potrebbe essere dannosa per uomo ed animali.
Ora passiamo ad alcune misure più drastiche, i pesticidi di sintesi, sviluppati per debellare plaghe specifiche. Ad esempio, l'Abamectina è una sostanza tossica per gli acari ed agisce per ingestione e contatto alterandone le funzioni neurofisiologiche; inoltre ha azione translaminare, penetrando il tessuto fogliare permane per più tempo. Non è ovicida ma inibisce la deposizione da parte degli adulti. L'intervallo di sicurezza dura fino ad un mese, consiglio vivamente di non utilizzarlo oltre la seconda settimana della fase di fioritura.
 
Un altro principio attivo molto efficace è la Milbemectina, che come il precedente, potete trovarlo con altri nomi commerciali. Entra in azione per contatto ed ingestione, provocando un'immediata paralisi, con conseguente cessazione dell'alimentazione e successiva morte. È efficace contro uova, larve e adulti ma si degrada molto facilmente. Come tutti i prodotti di sintesi, mi raccomando a non utilizzarli in piena fase di fioritura.
 
Tutti i prodotti precedentemente elencati sono da polverizzare sulle piante, in particolar modo nella zona della pagina inferiore della foglia. Per le dosi di impiego, attenetevi alle indicazioni del fabbricante; assicuratevi di trattare tutte le parti della pianta, considerato che la maggior parte dei rimedi agiscono per contatto, utilizzate sempre guanti e mascherina di protezione ed eseguire i trattamenti nelle ore notturne, in indoor appena si spegne l'illuminazione perché il calore emesso dalle lampade potrebbe ustionare le piante ancora bagnate.
 
Tra i metodi di lotta di questa plaga, si fa sempre più spazio, la lotta biologica integrata, che prevede l'uso di predatori specifici, cioè sfruttando i rapporti di antagonismo tra organismi viventi, già presenti in natura. L'uso dei predatori può risultare più efficace rispetto all'utilizzo di acaricidi, perché molto spesso il ragnetto rosso sviluppa resistenza ai vari principi attivi. Inoltre si evitano alle piante possibili danni causati dalla polverizzazione. I predatori più diffusi per combattere il ragno rosso sono i seguenti: il Phytoseiulus persimilis, un acaro predatore nemico naturale del ragnetto rosso, attacca tutti gli stadi, preferendo i più giovani, è attivo nella ricerca delle prede, alle quali succhia via la linfa vitale fino a seccarle. Il Neoseiulus californicus, al pari del precedente predatore, si alimenta di tutti gli stadi del ragnetto rosso, il modo di azione è identico, sopravvive anche in assenza di prede e tollera le alte temperature e la bassa umidità. La Feltiella acarisuga, un insetto simile ad un moscerino, risulta essere anche più efficace, infatti le femmine di questo insetto volano in cerca dei focolai di ragnetto rosso e una volta individuati, depositano centinaia di uova accanto ai ragnetti, le larve che nascono dalle uova, sono predatori voraci di tutti gli stadi del ragnetto rosso.
 
L'utilizzo di predatori antagonisti, non è cosi semplice come sembra, di fatti per svilupparsi e risultare efficaci hanno bisogno di condizioni ambientali perfette. La semina di alcune varietà come la Festuca, una pianta erbacea, aiuta a mantenere alti i livelli di questi predatori e diminuisce quello del ragnetto rosso.
 
La prevenzione e la pulizia dell'ambiente di coltura sono tra gli aspetti più importanti per evitare questa plaga. Trattate le vostre piante sin dai primi segnali di presenza di questo ospite indesiderato, la velocità di propagazione di questo acaro vi lascerà a bocca aperta. Tenete la growroom pulita, disinfettate prima di iniziare una nuova coltura e fate attenzione se lavorate con talee, che non siano già infettate.
 
Armi alla pari, il gioco si fa duro!

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