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Semi: i vantaggi

20-05-2016 - Coltivazione outdoor

La Natura ha colpito nel segno quando ha creato i semi: sono piccoli, portatili e mantengono la capacità di germinare per anni se conservati in buone condizioni. Un piccolo contenitore ermetico in frigorifero può contenere una raccolta completa di varietà di cannabis di tutto il mondo. I semi sono molto più pratici delle talee, poiché non bisogna tenere viva una pianta madre tutto l’anno. Per il coltivatore fai da te che vuole provare genetiche buone e diverse, i semi sono senza dubbio la migliore opzione. 

Oggigiorno, oltre il novanta per cento dei semi di cannabis psicoattiva del mondo è femminizzato.

I coltivatori non devono eliminare le piante maschio, poiché ogni seme porterà a una femmina. Molti, oltre alle femminizzate, scelgono varietà di semi autofiorenti che si possono piantare in ogni momento dell’anno, che crescono e fioriscono senza tenere in considerazione

il fotoperiodo.

Sebbene siano molto pratici, i semi femminizzati e autofiorenti nascondono alcuni inconvenienti. Con tutte le varietà femminizzate che esistono, non ci sono più molti coltivatori che usano semi regolari, per cui non hanno accesso a piante maschio con cui impollinare le piante femmina. Senza piante maschio, si perde uno dei maggiori piaceri dell’autocoltura della cannabis, ossia la possibilità di ottenere ibridi, incrociando le piante migliori di ogni stagione. Sebbene si coltivi generalmente a partire da semi femminizzati, a mio avviso, è importante che tutti i coltivatori coltivino di tanto in tanto varietà con piante di entrambi i sessi, perché solo in questo modo conserveremo il potere di continuare a coltivare, nel caso in cui un giorno le autorità decidessero di vietare la vendita dei semi.

I maschi consentono a qualsiasi coltivatore di ottenere nuovi semi ogni anno in modo estremamente semplice e totalmente gratuito.

Molti coltivatori sottovalutano i semi per la loro variabilità. Sebbene appartengano alla stessa varietà, ogni seme dà luogo a una pianta unica, lievemente diversa dalle sue sorelle e magari con caratteristiche incredibili. Con le talee questo non succede: tutte le talee della stessa pianta madre sono esattamente uguali e nessuna è meglio della madre. Tuttavia, questa omogeneità, sebbene sia estremamente pratica nelle grande coltivazioni commerciali, dove tutte le piante ci mettono lo stesso tempo a fiorire, hanno lo stesso aroma, lo stesso aspetto e la stessa potenza e potere psicoattivo, costituisce anche il punto debole principale delle talee, poiché tutte le piante hanno quindi gli stessi punti deboli. Una pianta madre che tende a essere attaccata dalle muffe, dalle mosche bianche, con un sistema radicolare poco vigoroso o con gambi sottili che si piegano facilmente trasmetterà queste esatte caratteristiche a ogni talea prelevata dalla stessa. Una coltura di talee non ha diversità genetica e poiché tutte le piante sono identiche, se compare un insetto infestante o una malattia per cui non hanno difese, il danno si potrebbe estendere a tutto il raccolto. Partendo dai semi, sebbene della stessa varietà, c’è sempre una certa diversità genetica che fa variare il livello di resistenza agli insetti infestanti o alle malattie da una pianta all’altra. Alcune soffriranno, ma altre sopravvivranno e il coltivatore non perderà mai tutto il raccolto.

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